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Apr 02

150 anni di unità d’Italia

NOI GIOVANI E I 150 ANNI DELL’ UNITA’ D’ ITALIA

(Con Risorgimento la storiografia si riferisce al periodo della storia d’Italia durante il quale la nazione italiana conseguì la propria unità nazionale, riunendo in un solo nuovo Stato – il Regno d’Italia – i precedenti Stati preunitari. Il termine, che designa anche il movimento culturale, politico e sociale che promosse l’unificazione, richiama l’ideale romantico e nazionalista di una resurrezione dell’Italia attraverso il raggiungimento di un’identità unitaria che si era iniziata a delineare durante la dominazione romana, la cui specificità «…valse a imprimere sull’Italia un tratto oggettivo di esperienza unitaria… Tale processo si arrestò definitivamente nella seconda metà del VI secolo. Sebbene non vi sia consenso unanime tra gli storici, la maggior parte di essi tende a stabilire l’inizio del Risorgimento, come movimento, subito dopo la fine del dominio Napoleonico e il Congresso di Vienna nel 1815, e il suo compimento fondamentale con l’annessione dello Stato Pontificio e lo spostamento della capitale a Roma nel febbraio 1871.Tuttavia, gran parte della storiografia italiana ha esteso il compimento del processo di unità nazionale sino agli inizi del XX secolo, con l’annessione delle terre irredente, a seguito della prima guerra mondiale. Anche la Resistenza italiana (19431945) è stata talvolta ricollegata idealmente al Risorgimento. Sin dalla nascita del Regno d’Italia, sono state mosse critiche al processo di unificazione, le quali hanno dato origine ad una storiografia revisionista, di varia ispirazione culturale ed ideale, che contesta in diverso modo la rappresentazione offerta dalla storiografia più diffusa circa i processi politici e militari che condussero all’unità d’Italia, tanto da influenzare, in taluni casi, l’origine di movimenti autonomisti e separatisti, meridionali e settentrionali).

Quest’ anno si celebreranno i 150 anni dell’Italia unità e, tra l’altro, questa può essere un’ occasione importante per approfondire alcuni temi e argomenti legati al futuro di questo paese. Alcune problematiche sono sicuramente vicine alla gioventù e ai problemi politici ed economici che stiamo attraversando.
Il Risorgimento è stato un periodo storico caratterizzato da una gioventù intrepida e coraggiosa, ingenua, ma animata da una fede incrollabile nella causa nazionale. E’ grazie a questi giovani:informali barbuti garibaldini, impeccabili guardie piemontesi, autorevoli intellettuali, che noi siamo quelli di adesso; siamo il frutto del loro sogno.
Inoltre possiamo aggiungere che l’Italia non nacque solo dalle armi, ma dalle idee che si erano formate nell’anima della gente molto prima che l’Italia fosse unita; infatti c’era già l’idea di unità nei testi di Dante, Petrarca e Macchiavelli, che diedero ispirazione agli autori dell’Ottocento e alla partecipazione popolare alle insurrezioni del 1848.
Purtroppo non bastarono le idee a sfondare l’esercito austriaco e a unire l’Italia, ma ci vollero uomini,eroi,gente straordinaria, pronta a sacrificarsi per l’unificazione del loro paese,che oggi è diventato il nostro!
Pensando a noi, giovani d’oggi, è davvero triste pensare che a volte non sappiamo che idee abbracciare, per chi un giorno votare,senza sprecare questo diritto,conquistato con anni di lotta.Diritto che questa lotta ha trasformato in un preciso dovere.
D’altronde è risaputo che l’idea di Italia,ai giorni nostri, è molto indefinita e diversa da quella che i nostri padri sognarono nel 1861.
La Storia ci deve servire a non dimenticare la nostra identità, costituita dal Risorgimento e dalla nascita della nostra patria e a recuperare parte di quei valori e quegli ideali che permisero ai nostri avi di unirsi come espressione di un popolo.
L’Italia, però, non deve essere considerata, come la definì Napoleone, un semplice territorio, né tantomeno un mercato globale, perché ha radici culturali profonde di arte e di gloria.
Con un po’ di intraprendenza in più, la sua immagine si potrebbe migliorare, riferendoci a quegli ideali che erano nella mente degli uomini del Risorgimento, i quali fecero di tutto per salvaguardare questa identità culturale.
Concludiamo con un auspicio per questo 150° anniversario: gli italiani e i giovani soprattutto devono ritrovare il valore ed il significato della parola “patria” e quindi sostenere il carico di responsabilità lasciato dai nostri avi, lottando come loro, per ottenere un Italia migliore.
Un’ Italia che pensa al futuro dei suoi giovani, agli anziani, a chi è meno fortunato,agli ammalati,a chi lavora, a chi studia, a chi ricerca, a chi intraprende.
La strada che ci è stata aperta, … non abbandoniamola!

Leonardo Menini (terza A)