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Apr 24

Il bullismo: un grave problema dei giovani d’oggi

Ormai da molti anni a questa parte, si verificano, soprattutto in ambito scolastico, numerosi atti di bullismo, che contribuiscono al degrado della scuola e di chi la frequenta.

Ma che cos’è questo grave problema della società di oggi? Gli atti di bullismo non sono, come qualcuno potrebbe pensare, scherzi innocui tra amici o compagni di classe: sono vere e proprie violenze!

Il bullismo è una forma di sopraffazione fisica e psicologica, attuata da una persona o da un gruppo di persone, nei confronti di un ragazzo percepito più debole.

Certe volte, nei casi più estremi, le violenze subite dalla vittima possono essere talmente gravi, da annientare completamente l’interiorità di quest’ultima e di portarla persino alla drastica “soluzione” del suicidio.

Si è iniziato a identificare questo fenomeno verso la fine degli anni ’70, quando si verificarono una serie di suicidi da parte di bambini e ragazzi di età diverse. Quindi, per giustificare la loro decisione, lasciarono dei biglietti nei quali spiegavano di essere arrivati ad un gesto così estremo, per colpa dei continui abusi subiti da parte dei compagni di classe.

Per questo motivo fu effettuata una ricerca nelle scuole attraverso dei questionari, dati da svolgere ad un campione di alunni. Ciò portò alla scoperta di un nuovo tipo di maltrattamento: il bullismo, che coinvolgeva il 16% degli studenti delle scuole primarie e secondarie.

Gli atti di questa oppressione sono volontari: il bullo vuole prevaricare su un’altra persona offendendola, stuzzicandola, causandole danni o disagi.

La maggior parte delle volte il giovane spavaldo e prepotente non è solo, ma agisce in gruppo. Il gruppo conta sulla propria superiorità numerica, per sembrare più forte; presi uno alla volta, il loro potere svanisce.

Esistono vari tipi di bullismo: il bullismo diretto fisico, che, per l’appunto, consiste nel causare alle vittime danni fisici, come pestaggi o percosse; il bullismo diretto verbale, per il quale si subiscono insulti, minacce ed espressioni razziste; ed, infine, il bullismo indiretto psicologico, che consiste nel far allontanare dal gruppo la vittima, rovinargli le amicizie e mettere in giro fasiltà sul suo conto.

I motivi per i quali i bulli prendono di mira ragazzi e ragazze sono molti e tutti superficiali: il peso corporeo, troppo grasso o troppo magro, il modo di vestire, una particolarità o un “ difetto” del viso, la cultura, l’ etnia, il colore della pelle e molti altri. Tutte le motivazioni sono buone, per prendere di mira qualcuno.

La maggior parte delle volte il bullo ha avuto dei percorsi personali difficili o situazioni familiari instabili e poco serene. Probabilmente per questi motivi, egli si accanisce su ragazzi più deboli, proprio per il bisogno di scaricare la propria infelicità e la propria rabbia. Spesso il bullo non si accorge della gravità dei gesti compiuti e li considera, lui stesso, delle ragazzate o degli scherzi innocui. In certi casi arriva perfino a filmare i suoi atti di vandalismo e metterli su internet, per vantarsene.

Come ho già scritto in precedenza, la vittima viene percepita come una persona debole, incapace di difendersi o troppo buona, per provocare alcun danno a nessuno.

In molti casi, la prima persona che protegge dalle sue colpe il bullo, è proprio la vittima, perché piena di paura nei confronti del suo aggressore.

Un ruolo fondamentale è svolto dalla maggioranza omertosa; è l’ arena di ragazzi e ragazze, che assiste agli atti di bullismo, ma non li denuncia, per paura di essere a sua volta preso di mira dai bulli.

Per riuscire a sconfiggere questo fenomeno, c’è bisogno di avere il coraggio di denunciare.

Bisogna segnalare anche gli scherzi che ci possono risultare di cattivo gusto, perché proprio da questi gesti, non considerati gravi, possono nascere azioni più violente.

Trattare l’ argomento in classe con gli insegnanti potrebbe essere un altro modo utile per prevenire episodi di questo genere e per sensibilizzare gli alunni al rispetto reciproco, fondamentale nella nostra società, dove il senso di questa parola a volte sembra essere stato dimenticato.