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Mar 07

La società immagine

PARLIAMO DI…… La nostra è la società dell’immagine. Essere “belli, eleganti, raffinati, alla moda” diventa oggi sempre più importante. Quali rischi corre, secondo te, una società che si basa quasi esclusivamente sull’apparenza? Uno dei finti valori che attanagliano questa nostra società è l’immagine. Ormai uno dei canoni con la quale si scelgono gli amici e anche i propri dipendenti lavorativi è spesso l’aspetto fisico. Questo “fenomeno” inizia già dall’infanzia, quando le madri, ultraprotettive e snob, vestono i loro pargoletti con capi firmati e costosi. IL culto dell’immagine si sviluppa soprattutto tra adolescenti, tra cui spopolano le grandi marche del momento. La foga adolescenziale avrà conseguenze, anche sul futuro, dove

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adulti, anche sul lastrico per le spese familiari o per pagare l’affitto, si “concederanno” il lusso di un abito firmato o di un trattamento estetico, per fare un figurone con colleghi ed amici. Ma che cos’è, in sintesi, questa società dell’immagine, che è difficilmente distinguibile dalla società di massa? Semplice! Non è altro che un sistema commerciale, fatto esclusivamente per incrementare le vendite di questi prodotti ed arricchire le tasche di furbi industriali. C’è, però, da fare una precisazione: va bene curare il proprio aspetto, ma non bisogna sottostare a questa società, che ci fa sembrare tutti uguali! Scontato dire che la principale “causa” (la vera causa siamo noi, che permettiamo di farci abbindolare in questo modo) è la televisione, attraverso programmi e pubblicità. La televisione ci ha condizionati enormemente, sponsorizzando un’immagine, soprattutto femminile, sbagliata e basata sull’aspetto, invece che sulle capacità. Certo, forse, come spesso accade in temi di questo genere, sto facendo troppo la tragica perché, osservando anche i miei coetanei ed in particolare la mia classe, vedo che non siamo ancora tutti irrimediabilmente condizionati. Io sono fiera di dire che cerco di distinguermi dalla massa, ma mi rendo conto che, anche osservando il mio abbigliamento di oggi, ne sono involontariamente condizionata. Per esempio, le scarpe che indosso sono della “Adidas” e in questo periodo spopolano tra le ragazzine della mia età. Quando le ho comprate, mi sono detta che le acquistavo per la mia scelta, perché mi piacevano, ma serviva davvero spendere ottanta euro per un paio di scarpe? Vedendo la situazione da questo punto di vista, mi sorgono dei sensi di colpa. Ho davvero fatto bene? Rispecchiano veramente il mio gusto e la mia personalità? Non sono così convinta della mia posizione da poter rispondere. Facendomi quest’analisi di coscienza, mi rendo conto che la società, cioè NOI, in cui viviamo, sta rischiando grosso. Rischia di non considerare più l’intelligenza delle persone, rischia di diventare troppo

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superficiale, mette a repentaglio la nostra diversità, in modo che, chi cerca di rimanere coerente a se stesso, viene allontanato dalla massa e ribattezzato come “pecora nera”. Per esempio ieri, camminando per le vie di Mestre, mentre osservavo i passanti, vedo un’orda di ragazzine, della mia età circa, tutte identiche, tutte con lo stesso taglio di capelli, stesso tipo di vestiti, truccate in modo uguale! Di fronte a quelle mie coetanee, mi sono sentita un po’ a disagio e fuori posto. Ma è possibile!! IO non sono sicura di voler vivere così, quindi devo impegnarmi per cambiarlo, cominciando da me.

4 comments

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  1. Mario Dea

    Brava Agnese! Hai fatto un bellissimo lavoro. Spero che molti alunni della nostra scuola scrivano le loro considerazioni. Al prossimo articolo! prof. M. Dea

  2. Personalmente penso che questo fatto sia verissimo, perché in effetti la nostra società si basa principalmente sull’aspetto fisico. Ormai siamo tutti vincolati a essere all’ultima moda anche senza rendercene conto. Purtroppo la fascia più colpita è quella della nostra età, a partire dalle medie. Concordo con te, Agnese, sul fatto di sentirsi esclusi dal gruppo se non si hanno felpe o vestiti di un certo tipo (soprattuto firmati!), questo fatto è molto triste, perché indica una debolezza nella propria personalità.
    Veramente uno splendido articolo
    Complimenti!

  3. Mario Dea

    Anche Marianna è intervenuta con pertinenza e profondità! Mi fa piacere leggere i vostri commenti ed imparare insieme a voi. Grazie ragazze! Mario Dea

  4. Scrivo per conto di Lorenzo Memo della classe 3.B ricollegandosi anche all’articolo “la dieta” di L. Buscaglia

    Secondo me, la dieta può servire entro certi limiti; credo che non vada bene essere nè obesi nè eccessivamente magri. Le persone obese vogliono dimagrire, fino a diventare “top model”, ma se sulle copertine delle riviste di moda ci fossero persone normali, come quelle che incontriamo per la strada, con i loro pregi e i loro difetti! Non sarebbe meglio? Credo che l’ambiente della moda abbia delle responsabilità in questo senso. …

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