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Mar 06

Conferenza sulle vere da pozzo

cisterna

Il giorno venerdì 22 febbraio le classi seconda A, seconda B e seconda D hanno partecipato ad una lezione tenuta dal prof.re Gianighian su: “Che cosa c’è sotto una vera da pozzo?”  tenuta nella sala conferenza del Museo di Storia Naturale.

Il prof.re per aiutarci nella spiegazione si è avvalso di un Powerpoint con delle belle illustrazioni e foto sull’argomento.

La conferenza è iniziata con la spiegazione di cosa si intende in generale per pozzo:  questo elemento è un buco scavato nel terreno per trovare una falda acquifera.

Il pozzo veneziano, è invece una vera e propria cisterna sotterranea per la raccolta, la depurazione e la conservazione dell’acqua piovana e dell’acqua prelevata dal fiume Brenta e trasportata in città con appositi barconi.

 

L’esigenza della costruzione dei pozzi derivava dal notevole aumento della popolazione e dalla conseguente necessità di risolvere il problema dell’approvvigionamento e della raccolta dell’acqua dolce.

L’acqua piovana veniva raccolta all’ interno delle pilelle, (lastre forate in pietra d’Istria attraverso le quali filtrava l’acqua) collegate tra loro dal cassone che faceva passare l’acqua (in modo anche di purificarla facendola filtrare in mezzo alla sabbia) fino alla canna, fatta di mattoni che faceva infine salire l’acqua purificata.

Pertanto, la gente si recava al pozzo dove calava un secchio che veniva riempito di acqua potabile .

La costruzione sovrapposta alla canna del pozzo a protezione della sua apertura è detta Vera da pozzo; si tratta quindi della parte terminale di un’opera molto complessa che si trova sotto il livello del terreno. All’inizio era molto semplice con funzioni di sola sicurezza poi è diventata un ricco ornamento di piazze e cortili.

Il numero dei pozzi aumentò nel tempo: non solo nei cortili interni dei palazzi c’era spesso un pozzo privato, ma succedeva che le famiglie benestanti per dar lustro alla casata o per pura generosità, ne offrivano uno alla cittadinanza.

Nel 1882-84 venne costruito l’acquedotto pubblico e vennero installate le tubazioni. I pozzi iniziarono così a cadere in disuso e le vere, da allora, furono viste come semplice elemento ornamentale e bene artistico.

Dei circa 7000 pozzi ne rimangono  attualmente  circa 600 e  non sono in uso. Conclusa la conferenza noi ragazzi ci siamo trovati nel cortile del Museo dove c’è una copia di una vera da pozzo in stile bizantino, questo ci ha dato l’idea di provare a fare un modellino della stessa in scala….ci proviamo???

Elisa della 2D

 

2 comments

  1. Mario Dea

    Peccato non aver potuto assistere a questa conferenza! M.Dea

  2. EVarini

    Davvero interessante e completa la tua relazione sulla conferenza! Emma Varini.

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