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Apr 30

GITA DI UN GIORNO A VITTORIO VENETO E CONEGLIANO-2B

Eccoci tutti assieme!

Eccoci tutti assieme!

Oggi, 12 Aprile 2016, la classe 2^B si è svegliata prestissimo per un uscita a Conegliano e V.Veneto, appuntamento alle 7:15 alla Stazione di Venezia. Ci incontriamo tutti davanti al pianoforte, dove Oscar improvvisa la Marcia alla Turca di Mozart.

Partiti con la nebbia fitta fitta, i ragazzi arrivano col sole circa un’ora dopo a Conegliano, qui si cambia treno per Vittorio Veneto. Durante il viaggio vediamo moltissimi vigneti e la professoressa De Martin ci spiega che servono a produrre Prosecco.

Arrivati a Soffratta circa 12 minuti dopo i “Patatoni” scendono per visitare l’antica città di Ceneda (Ceneda e Serravalle sono i due nuclei più antichi di VittorioVeneto).

Sulla piazza della Cattedrale la compagna Cora ci racconta, in che epoca è stata edificata, quali sono i monumenti principali e a chi è dedicata.Dopo la spiegazione proseguiamo per il Museo della Battaglia: pausa merenda tra i cannoni.

Il museo è dedicato alla Prima Guerra Mondiale. Il pianoterra racconta della vita in trincea, il luogo principale dove si è combattuta la Grande Guerra dell’Italia contro l’Impero Austroungarico.

In questa guerra i soldati morivano durante gli attacchi, ma anche impazzivano per due motivi: la fame e la noia. Le truppe mangiavano una sola volta al giorno e bevevano poco, alcuni della sete bevevano persino le proprie urine, e, pur di tornare a casa, si ferivano o si fingevano pazzi, ma raggiungevano il loro obbiettivo raramente, solo dopo aver subito mille prove.

Al primo piano abbiamo veduto tante armi, ma anche foto, pagine di giornali, lettere e libri; la guida ci dice che il potere in quei tempi usò molto la censura e la propaganda per frenare gli oppositori. Ci dice inoltre da cosa si riconosceva l’importanza di un soldato.

Alla fine del percorso andiamo a fare un laboratorio: dovevamo leggere delle lettere o delle pagine di diario di soldati ed ufficiali e rispondere ad alcune domande per riconoscere lo stile e la finalità degli scritti.

Partiamo quindi a piedi per Serravalle, dove andiamo subito a visitare Piazza Flaminio, la piazza principale; qui notiamo lo stile veneziano dell’edilizia (Vittorio Veneto fu infatti dominata da Venezia).

Lungo una leggera salita, vediamo il Castrum, luogo fortificato derivante da un accampamento romano, che controllava militarmente tutti i commerci tra la pianura e i territori montani.

foto ricordo con un cannone che per fortuna tace

foto ricordo con un cannone che per fortuna tace

Proseguendo la salita, entriamo nella bella chiesa trecentesca di San Giovanni in parte affrescata. La professoressa Gigoli ci fa notare che oltre ad episodi religiosi, alle pareti ci sono anche scene di vita quotidiana e ci spiega che gli affreschi servivano da catechismo per gli analfabeti; inoltre notiamo che ogni Santo raffigurato aveva un simbolo per essere riconosciuto (San Nicola, per esempio, ha in una mano tre mele d’oro e nell’altra il bastone ricurvo del Vescovo).

Dopo essere scesi al Duomo, facciamo una pausa di quindici minuti seduti sulla scenografica scalinata che conduce al Santuario di Santa Giustina. La professoressa De Martin alle 13.30 ci dice però che non c’è tempo da perdere e andiamo subito a prendere il treno per Conegliano.

Alle 14.19 arriviamo alla bella città e, passando per la Scalinata degli Alpini, corriamo alla mostra sui Vivarini, una famiglia di pittori vissuta intorno al ‘400. Andando alla mostra, sulla piazza principale notiamo il teatro dell’Accademia, intrusione neoclassica in un contesto prevalentemente cinquecentesco.

Un cane legato nell’androne del palazzo Sarcinelli ci abbaia (veramente ad alcuni sì e ad altri no) quindi scoppiamo in tante risate. La guida si presenta e ci dice che anche lei andava alla Scuola Media Statale Morosini di Venezia, ma nello stabile di Palazzo Carminati.

Iniziamo la visita e lei ci spiega la differenza tra i dipinti a sfondo oro e quelli con paesaggio, inoltre ci chiede chi sono i vari Santi dei quadri e noi li indoviniamo quasi tutti (merito della precedente lezione della professoressa Gigoli!).

A seguire un altro laboratorio: dobbiamo prendere la fotocopia di un personaggio famoso degli ultimi decenni e comporre due ritratti: uno con lo sfondo oro e un altro con un paesaggio dietro alla figura; la differenza è impressionante.

Segue la visita al Duomo per vedere una famosa Pala di Cima da Conegliano, pittore nativo proprio di questa cittadina, la cui casa poi vedremo al n° 24 di via Cima.

Bussando alla casa natia di Cima ,speriamo che qualcuno ci apra

Bussando alla casa natia di Cima ,speriamo che qualcuno ci apra

Saliamo quindi al castello percorrendo una lunga e ripida salita sul bordo delle mura qui visibili. Arrivati in cima la Professoressa De Martin ci illustra quel poco che è rimasto degli edifici del Medioevo.

Dopo qualche minuto speso a “pascolare” tra i prati (altra citazione della professoressa Gigoli) ci affrettiamo a tornare alla stazione, per prendere un buon gelato e finalmente il treno del ritorno.

Arrivati a Venezia alle 19.30, il nostro primo desiderio era metterci a letto o almeno distenderci sul divano: questa gita è stata proprio stancante, ma allo stesso tempo molto divertente!

 

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