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Mag 22

Metamorfosi

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Oggi è l’ultimo giorno dell’anno 2012; fra poche ore saremo nel 2013 e spero sarà un anno più bello e pieno di cambiamenti.

Ecco, ci siamo… siamo tutti di fronte alla televisione con lo Spumante in mano pronti a stapparlo facendo il conto alla rovescia: 10,9,8,7,6,5,4,3,2,1… BUON 2013!!!

Ci facciamo gli auguri e speriamo in un anno migliore e che tutti i nostri desideri si realizzino.

I parenti e gli amici se ne sono andati a casa alle due di notte quindi sono andata subito a letto. Durante la notte sentivo dolori alle gambe, dolori d’allungamento, ma dalla stanchezza sono rimasta a letto.

Subito dopo ho sentito una voce che mi chiamava e ho risposto: “Ancora un minuto”. La voce, che io credevo fosse di mia madre, mi ha detto: “Dai Chiara, domani inizia il Festival e fra un po’ abbiamo il taxi!”. “Chiara??? Festival??? Taxi???” Ho pensato fra me e me e a quel punto ho chiesto: “Scusa, ma quale Festival e dove andiamo?” Ho risposto: “Chiara, questa notte devi essere caduta dal letto e devi aver preso una botta bella grossa! Comunque ti do ancora cinque minuti, intanto vado a preparare la colazione”. Mi sono alzata, seduta sul letto e stiracchiata. A quel punto mi sono accorta che le mie gambe erano lunghe e bianche, le mie mani, il mio fisico, la mia voce erano diversi.

Sono corsa alla finestra e ho visto una città che mi sembrava di conoscere, ma sicuramente non era Venezia.

Avevo in testa sempre più confusione.

Mi sono diretta verso il bagno, mi sono guardata allo specchio e per un attimo mi è sembrato di essere una cantante famosa: Chiara. Mi sono sciacquata il viso, poi mi sono riguardata allo specchio: ero proprio Chiara! Questo spiega il Festival: il Festival di Sanremo! E quella città vista dalla finestra era Padova dove Chiara, scusate, dove io ora abito.

Ancora non ci credo e per assicurarmi che non sia un sogno mi sono tirata due tre schiaffoni (per il nuovo anno mi sono augurata cambiamenti, ma non pensavo in un cambiamento del genere!).

Proprio in quel momento è entrata una signora con un grande vassoio su cui c’era una tazza di tè alla mela, dello zucchero e una brioche al cioccolato. La signora, che suppongo sia quella che mi ha svegliato, mi ha detto con faccia sconvolta: “Chiara, vuoi che ti chiami uno psicologo? Oggi sei veramente strana!” “Non si preoccupi signora” ho risposto. “Signora? Sono la tua assistente Annamaria, anzi mi hai sempre chiamato Mary! Dai fai colazione e poi ti consiglio un bel bagno fresco così ritorni in te stessa”. Finito il bagno mi sono vestita, truccata, ho preso le valigie e, insieme alle guardie del corpo, siamo partiti. Mary ed io abbiamo preso il taxi fino a Sanremo (è stato un viaggio infinito!) che ci ha fermate di fronte al Teatro Ariston, mi sembrava di essere in un sogno! Siamo entrate dentro il Teatro e poi in un lungo corridoio. Lo percorrevo e leggevo di porta in porta nomi, ma non nomi qualunque, anzi: Luciana Litizzetto, Fabio Fazio, Marco Mengoni, Malika Ayane….Poi ho visto una porta su cui scritto Chiara Galiazzo. Quasi la oltrepasso, quando Mary tira fuori la chiave ed entra. Io la seguo.

Per tutto il pomeriggio abbiamo fatto le prove. La notte mi sono addormentata con in testa il ritornello di quella fantastica canzone: “…portami a bere oltre le stelle, spiegami il senso, dimmi la verità profeta, fammi fumare venti d’immenso, dimmi il futuro che sarà…” . Ah, sì… “Il futuro che sarà”, bellissima canzone. Non vedo l’ora che sia domani per cantare sopra al palco del Teatro.

Finalmente è arrivato il gran giorno! La mattina abbiamo fatto ancora prove. Devo dire che Luciana Litizzetto è bravissima e simpaticissima.

E’ sera, fra poche ore saremo in scena. Le stiliste mi hanno scelto un completo bellissimo; le truccatrici e le parrucchiere mi hanno reso fantastica!

5, 4, 3, 2, 1…si va in scena!!! Dopo cinque artisti tocca me. Ero stressata e nervosa, tremavo.

Salita sul palco ho chiuso gli occhi e mi sono lasciata trasportare dalla musica. Finita la canzone il pubblico ha applaudito con fervore. Che emozione, il mio cuore stava battendo a mille!!!

I giorni sono passati velocemente e alla fine ha vinto Marco Mengoni. Io sono arrivata ottava su quattordici e mi ritengo abbastanza soddisfatta, considerando anche, però, che gli altri cantanti avevano anni di esperienza, io una settimana.

Subito dopo Sanremo ho fatto un tour per l’Italia e il ricavato l’ho dato in beneficenza agli orfanotrofi. Quando ero Awa mi ero promessa che se fossi diventata famosa non mi sarei mai data aree pensando solo a me stessa.

Arrivata l’estate mi hanno proposto di fare delle pubblicità per la Tim. Certe di queste le abbiamo girate a Venezia. Devo dire che mi mancava Venezia, i miei amici e la mia vita da undicenne.

Prima di ritornare a casa ho chiesto a Mary se potevo andare a trovare una mia cara amica. Ovviamente era una scusa per andare a vedere com’era la vita nella mia vecchia casa. Con occhiali da sole, cappello e sciarpa per non essere riconosciuta, mi sono diretta verso la mia vecchia casa e mi sono affacciata alla finestra. Ho visto una bambina uguale a me quando ero Awa, vicino ad uno psicologo probabilmente, che continuava a sostenere di non aver mai sentito in vita sua il nome Awa, di chiamarsi Chiara e di aver circa vent’anni in più. Quando Awa è rimasta da sola mi ha confessato che le mancava la sua vita da cantante, che quando faceva i concerti ai genitori nessuno la prendeva sul serio. Anch’io le ho confessato che, anche se questa vita era meravigliosa, volevo godermi la mia giovinezza e i miei compagni, i miei amici e la mia famiglia mi mancavano. Mary mi ha chiamato e siamo tornate a Padova.

Arrivata a casa sono andata subito a dormire perché domani dovrò fare altre stancanti pubblicità per la Tim.

Durante la notte penso alla mia bellissima esperienza, ma anche alla mia famiglia e ai miei amici che forse non rivedrò mai più.

La notte le gambe mi fanno malissimo, sicuramente per le corse fatte in giro per Venezia. Poi sento la voce di Mary e penso: “Oh no! Non dirmi che le prove per la pubblicità della Tim iniziano la mattina presto!” Quando la voce mi sembra più dolce: “Awa, svegliati, è tardi, fra un po’ vengono i parenti e una mia amica al pranzo dell’anno” “Mammaaaaaa!!!!!” Ho urlato “mi sei mancata tanto!!! Sorellineeee!!! Sorelline mie!” Mi sono buttata sul letto insieme a loro. La più grande (quella che mi mancava meno di tutti) ha risposto: “Awa smettila! Lasciami dormire! Mi devi sempre dar fastidio?!” Mentre la piccola Maty mi ha accolto con un gran sorriso. Cantavo dalla gioia e proprio in quel momento è arrivata l’amica di mia mamma. Si sono salutate e mia mamma ha detto: “Ciao Mary, quanto tempo!” “ Mary???” Ho pensato “Sarà mica…” Poi questa Mary si è rivolta a me facendomi l’occhiolino: “Ciao Awa, bella voce! Io me ne intendo sai. Chissà, magari da grande farai carriera!”

Awa Gueye 1B

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